Qual è il tuo modo di rilassarti?

Chi si sente bene, gareggia meglio” diceva Frank Dick.

Ma che vuol dire “chi si sente bene?

Potremmo dire che si sente bene chi riesce ad essere in sintonia nel corpo e nella mente. Si sente bene chi riflette, tanto nella mente quanto nel corpo, uno stato di serenità. Ogni atleta è a sé, ogni situazione che vive è del tutto unica e varia in base alla sua preparazione tecnica, alle sue reazioni emotive e alla disciplina che pratica. L’allenamento mentale è un insieme di tecniche riguardanti l’apprendimento e il perfezionamento delle attività agonistiche, ne sono un esempio il goal setting, la visualizzazione, il self talk.

Oggi parliamo di rilassamento e iniziamo con il dire che ci rilassiamo quando corpo e mente raggiungono uno stato di calma e di tranquillità, con la conseguente riduzione di vissuti che creano tensione. A volte anche una cosa semplice come “mi appoggio sul divano per rilassarmi un po’” o “stanotte mi faccio una bella dormita” si rivela una delusione… Non so te, ma quante volte mi è capitato di alzarmi dal divano di pessimo umore o la mattina di  più stanca di quando mi sono addormentata! E così da agognata meta, rilassarsi, può trasformarsi in una vera e propria frustrazione.

A cosa serve il rilassamento

Riuscire a rilassarsi prima di una competizione, o in occasione di un evento ritenuto stressante, aiuta a mantenere il controllo della situazione e riduce gli stati che influenzano in modo negativo la prestazione.

Esistono varie tecniche di rilassamento e servono per:

  • Acquisire consapevolezza della tensione muscolare, a riposo e in attività;
  • Imparare ad ascoltare il corpo;
  • Gestire situazioni ansiogene o stressanti;
  • Prepararci all’utilizzo della visualizzazione.

Le tecniche

Quanto è la rigidità dei tuoi muscoli ad interferire con il tuo sentirti sereno e rilassato? Quanto è la tua testa, con le sue preoccupazioni, ansie e stress a renderti rigido nella muscolatura? Corpo e mente sono talmente legati da non comprendere, spesso, chi influenza chi.

Iniziamo con il dividere le tecniche di rilassamento in due categorie:

  1. Muscle – to – mind

Tecniche che partono da sensazioni corporee per arrivare al rilassamento mentale. Ne sono un esempio le tecniche conosciute con il nome di Rilassamento Progressivo di Jacobson e Rilassamento Distensivo Progressivo. Queste tecniche partono dal corpo per l’avvio e il raggiungimento di uno stato psico-fisico di rilassamento.

  1. Mind – to – muscle

Tecniche che prevedono un approccio inverso al precedente. Queste tecniche richiedono un’attività mentale capace di avviare risposte psico-biologiche di rilassamento. Fanno parte di questa categoria la risposta di Rilassamento di Benson, la meditazione, il Training Autogeno di Schultz.

Da dove iniziare

Il primo passo da compiere è comprendere i segnali che mente e corpo ti lanciano nelle situazioni che ritieni stressanti. Già questo è un buon modo per aprire una riflessione sul tema e capire qual è il tuo personale modo di vivere le tensioni.

Ripercorri mentalmente la tua ultima gara: quali sono state le sensazioni, gli stati d’animo e le tensioni corporee che hai vissuto?

 

Dott.ssa Francesca Giambalvo – Psicologa, consulente in psicologia dello sport

www.francescagiambalvo.it

Riferimenti

Kabat-Zinn J. “Vivere nmomento per momento” (2004)

Penati V. “Tecniche mentali per il potenziamento della prestazione sportiva.” (2015)

Master Corso Base Psymedisport, 2015