Discipline

Karate Sportivo

E’ la forma sportiva del karate, in tutti i suoi stili, finalizzato alla competizione agonistica. Molto focalizzato sulla preparazione della prestazione delle gare di kata e kumite. In FIAM viene proposto con diversi regolamenti tra cui quello WKC e WKF.

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Karate tradizionale

Il karate tradizionale in FIAM si esprime attraverso seminari, stage e approfondimenti trasversali tra kata, kihon e kumite. E’ un settore al quale teniamo molto poiché ci sentiamo responsabili di portare, nel futuro, una tradizione del passato.

Karate Contact

Il settore del Karate Contact, derivato dal karate sportivo e da varie arti marziali, racchiude quello che vede nei suoi albori le forme di karate a contatto pieno nate negli Stati Uniti negli anni ’60 e ’70.
Era una variante che consentiva l’implementazione della pratica in sicurezza (casco, guanti, parastinchi e protezioni) di diverse tecniche del karate tradizionale. La nostra proposta di Karate a Contatto pieno passa attraverso l’inserimento in questo settore del KUDO. Il kudo si propone nella sua essenza come arte marziale completa gia’ dall’idea del suo fondatore, M. Takashi Azuma, il quale ha dato vita a questa nuova disciplina pensandola come un arte marziale che prevedesse un addestramento specifico per ogni tipo di situazione che si può verificare e che necessita’ di uno scontro reale.
Nella sua proposta di attività agonistica prevede oltre ai classici colpi poi calcio e pugno anche tecniche che utilizzano gomiti, capo e mano aperta. Inoltre è possibile sviluppare, per alcuni momenti dell’incontro, delle situazioni di lotta a terra con il relativo bagaglio tecnico di immobilizzazioni e finalizzazioni per soffocamento e leva articolare. Crediamo molto in questo progetto che ci trascinerà nel mondo dell’innovazione degli sport da combattimento e nella tradizione delle arti marziali.

Kudo

Il Kudo e’ un’arte marziale giapponese, evoluta, reale e completa.
Perché evoluta? L’evoluzione e’ una caratteristica chiave del Kudo, e’ tutto cio’ che e’ novità, cambiamento, verità. La differenza risiede nel programma tecnico, focalizzato essenzialmente su tutte le tecniche che rendono ottimale il risultato nello scontro, eliminando quelle che risultano inefficaci.
Perché reale? Perché la realtà emerge fin dall’addestramento, che nel Kudo e’ espressione di confronto con l’altro e di miglioramento tecnico con il proprio partner, attraverso uno scontro vero senza restrizioni di contatto ma allo stesso tempo reale e sicuro, attraverso il caschetto che ne determina sia la realtà dell’impatto del colpo, sia la protezione dagli urti e la messa in sicurezza del praticante.
Perché completa? Perché il Kudo, a differenza di altre arti marziali, si propone nella sua essenza come arte marziale completa gia’ dall’idea del suo fondatore, M. Takashi Azuma, il quale ha dato vita a questa nuova disciplina pensandola come un arte marziale che prevedesse un addestramento specifico per ogni tipo di situazione che si può verificare e che necessita’ di uno scontro reale.
Il Kudo si configura come l’arte marziale del nostro contemporaneo, include in sé le caratteristiche della nostra modernità, l’evoluzione, la realtà e la completezza. Allo stesso tempo offre all’allievo una disciplina e un percorso ben definito, di crescita e di maturità sul Tatami.
Il Kudo racchiude in sé un’anima secolare proveniente dalla lunga tradizione delle arti marziali, e una freschezza di una disciplina giovane e moderna.
Il Kudo si differenzia per molti motivi dalle altre arti marziali, in sintesi possiamo dire che il praticante kudoka si addestra su strategie e tecniche evolute applicabili in qualsiasi contesto: allenamento, gara e situazioni di reale pericolo.

Ju Jitsu

IL CAMMINO DI UN’ARTE, UN’ARTE IN CAMMINO

“YU YOKU SEI GO” la delicatezza controlla bene la durezza

Molto spesso si usa riferirsi al JUJUTSU come l’arte della gentilezza basandosi sulla semplice traduzione dei caratteri JU e JUTSU.
JU, il quale può essere anche trascritto come “YAWARA” significa morbidezza ed anche flessibilità e cedevolezza.
JUTSU può essere tradotto come arte o tecnica, ma anche abilità.
Secondo una delle tante teorie il carattere JU molto probabilmente deriva da un passo di un antico trattato militare cinese, il SANLUE (SAN RYAKU).

“Lavorare con” anziché “Lavorare contro” una forza opposta aiuterà a sbilanciare o squilibrare l’avversario annullando il suo attacco.

Il termine JUTSU comunque fu probabilmente utilizzato per la prima volta verso il 1630 ad opera di SEKIGUCHI UJIMUNE JUSHIN.
Si narra che SEKIGUCHI nonostante la sua condizione familiare fosse praticamente analfabeta e che sebbene avesse studiato numerose arti marziali non fosse in grado di giungere ad una definizione adatta a descrivere il suo personale sistema.
Allora la famiglia TOKUGAWA ordinò ad alcuni maestri di versi cinesi di trovare un nome appropriato partendo dall’ideogramma “YAWARAKA” tolsero il “KA” finale mantenendo soltanto YAWARA.
Secondo altri i termini YAWARA e YAWARAGI, seppur scritti con differenti ideogrammi, esistevano già in altri sistemi.
Entrambi i termini derivano da YAWARAGU (ammorbidire) e quindi si pensa che questo sia l’originale termine madre.

Sebbene un gran numero di scuole (RYU) di JUJUTSU del periodo EDO aderirono all’idea del “la dolcezza controlla bene la durezza” ve ne furono alcune, specialmente durante il primo periodo EDO, che non lo fecero.
I sistemi di queste scuole erano ancora molto vicini a quelli utilizzati nei campi di battaglia, i quali in alcuni casi si basavano sulla forza e la violenza bruta e includevano l’utilizzo delle armi.
Dunque l’uso del carattere JU in JUJUTSU non implica necessariamente che JUJUTSU sia un’arte soffice o gentile dato che alcune scuole utilizzavano abilità brutali per ottenere effetti letali.

Attraverso i secoli il JUJUTSU e i sistemi a lui simili sono stati conosciuti con una moltitudine di nomi.
Differenze stilistiche tra le tattiche di combattimento utilizzate nei numerosi RYU-HA, differenti filosofie, il bisogno di distinguere un RYU dagli altri è ovviamente il fatto che il termine JUJUTSU non fu coniato fino al 17° secolo, hanno contribuito allo sviluppo di molteplici termini:

  • KUMIUCHI
  • SENJO
  • KUMIUCHI
  • HEIFUKU
  • KUMIUCHI
  • SUHADA
  • KUMIUCHI
  • KOGUSOKU
  • KOSHI NO
  • MAWARI
  • JUJUTSU
  • YAWARA
  • YAWARAJUTSU
  • WAJUTSU
  • TORITE’
  • AIKIJUTSU /
  • AIKIJUJUTSU
  • HADE
  • HAKUDA
  • KEMPO
  • SHUBAKU
  • GOHO
  • KOPPOJUTSU
  • KOSHIJUTSU
  • KOWAMI
  • TAIJUTSU

Varie scuole spesso utilizzavano combinazioni dei nomi per riferirsi al loro sistema o a parti del loro sistema.
In molte scuole il curriculum era diviso in “unità separate” relative a determinate caratteristiche tecniche.
Attraverso gli anni alcuni RYU hanno incorporato tecniche di altre scuole e allo stesso tempo ne hanno copiato i nomi delle relative sezioni all’interno del curriculum.
Poteva inoltre avvenire che nomi in un qualche modo più affascinanti di altri venissero adottati da molte diverse scuole.

Sensei Franz Seiun Zampiero