Fonte di influenza o influenzato dalla fonte?

L’esperienza non è ciò che accade a un uomo. E’ ciò che un uomo fa di ciò che accade a lui.
Aldous Leonard Huxle

Con questa premessa, riprendiamo da dove eravamo rimasti!

Hai trovato gli aspetti di te sui quali puoi contare? Quali sono?

E’ probabile che nel riflettere su questi aspetti avrai pensato in maniera generica mettendo nell’insieme, indistintamente, le tue caratteristiche “vincenti”.

In realtà, le credenze di autoefficacia sono molto specifiche e riguardano ambiti del sé differenti perché ogni credenza è legata ad una conseguenza, ad una valutazione, che ti ha portato a tirare le somme e farne tesoro per gli eventi futuri. Esiste quindi uno stretto legame anche con il contesto entro cui avvengono le esperienze, come la situazione e il compito specifico.

Secondo Albert Bandura, lo psicologo-padre degli studi sull’autoefficacia percepita, “ogni valutazione successiva a qualsiasi azione modificherà le credenze di autoefficacia della persona, modificando la probabilità che lo specifico compito venga ripetuto in futuro.”

In queste poche righe emergono quindi nuovi elementi:

Aggiungiamo ora un altro tassello.

Studi sul tema hanno identificato 5 fonti che generano e modellano le convinzioni di ritenerti in grado, capace di fare qualcosa:

  1. Le esperienze precedenti di successo nello stesso compito aumentano l’autoefficacia percepita e, di conseguenza, essa aumenta la perseveranza nel superare le difficoltà durante l’esecuzione di quel compito.
  2. L’osservazione di risultati positivi compiuti da persone rilevanti, cioè da quelle persone che rivestono un ruolo importante per te come i genitori, gli insegnati, il Maestro di Karate, le amicizie. Questo tipo di esperienza è indiretta, perché avviene tramite l’osservazione di altri, ma gioca un ruolo davvero molto forte.
  3. La persuasione sociale, da parte di persone importanti per te, può aumentare o danneggiare l’autoefficacia. Fornire false aspettative di successo di fronte un compito difficile può rivelarsi molto dannoso per le credenze di chi deve affrontare quel compito. Viceversa, il sostegno fornito di fronte la reale possibilità di riuscita verso quel compito può essere un forte incentivo.
  4. Le condizioni fisiologiche ed emozionali percepite, come la prontezza fisica e mentale all’azione o il grado di affaticamento, influenzano direttamente la decisione di continuare o arrendersi.
  5. Le ripetizioni immaginative di prestazioni, che siano ricercate in maniera volontaria o siano frutto di una ripetizione di scene già vissute, possono migliorare le convinzioni di autoefficacia.

Un Maestro di karate, un genitore, i compagni di squadra possono essere definiti “altri significativi” ovvero possono costituire le persone da osservare e dalle quali lasciarsi guidare in virtù delle caratteristiche di ruolo e di vicinanza con l’allievo. È proprio in quest’ottica di reciprocità che ognuno ha un suo peso specifico e una sua responsabilità.

Ciò che concorre alla creazione delle tue convinzioni di riuscita è legato in buona parte alle 5 fonti sopra descritte e conoscerle, secondo me, è importante per 2 motivi:

  1. Sapere cosa influenza le tue convinzioni vuol dire comprendere quei meccanismi del quotidiano che, se osservati, possono fare la differenza.
  2. Perché siamo in relazione con gli altri. Così come gli altri influenzano te anche tu hai un ruolo importante nel cammino di chi ti è vicino.

Tra quelle elencate quali sono le fonti che, nella tua vita di tutti i giorni, ti influenzano di più?

 

Dott.ssa Francesca Giambalvo – Psicologa, consulente in psicologia dello sport

www.francescagiambalvo.it

Riferimenti

H. L. Tosi, M. Pilati, N. P. Mero, J. R. Rizzo. “Comportamento organizzativo. Persone, gruppi e organizzazioni.” (2002)

http://www.stateofmind.it/2016/03/autoefficacia-apprendimento/