Immagina, puoi!

Direbbe George Clooney se fosse ancora testimonial di una pubblicità di qualche anno fa! No, non c’era nessun nesso con lo sport ma ogni volta che penso a questo tema ho in mente questa frase. E niente, non potevo che intitolare così questo articolo!

Come promesso l’ultima volta, oggi approfondiamo altri dettagli dell’imagery.

Frester (1984) definisce allenamento ideomotorio “tutte quelle forme di esercitazione nelle quali si ha un’auto-rappresentazione mentale, sistematicamente ripetuta e cosciente, dell’azione motoria”.

Perché l’esperienza della visualizzazione generi i propri frutti è necessario imparare a riprodurre le immagini in un modo preciso. Tanto più riuscirai a rendere l’immagine:

  • Completa,
  • Vivida,
  • Ricca di dettagli,
  • Fedele alla realtà,

Maggiori saranno i risultati che otterrai. Non solo.

Se ricordi, ti avevo anticipato che questa tecnica è utile sia per rievocare immagini o situazioni passate che per anticipare eventi futuri.

Secondo l’“effetto Carpenter”, noto anche come legge ideo-motoria, la semplice rappresentazione mentale di un movimento può condurre a delle reazioni muscolari. Scegli un gesto motorio, ad esempio un kata che stai imparando, e ripeti ogni singola azione richiesta nella tua mente, immaginando di vederti mentre la compi. Quindi il braccio che si allunga, la gamba che si piega, la mano che si flette… Visualizzare quel movimento porta a una stimolazione, anche se lieve, dei muscoli interessati dall’attività immaginativa. Da questa stimolazione ne deriva un consolidamento della traccia mnestica nella memoria muscolare.

Questo processo di ripetizione mentaleconseguente attivazione dei muscoli interessaticonsolidamento nella memoria facilita la successiva esecuzione concreta e motoria.

Per arrivare a ottenere questo, bisogna acquisire correttamente la tecnica e, nello stesso tempo, allenare le abilità mentali ad essa connesse come la concentrazione, il rilassamento, la gestione dello stress e della tensione… Ed esercitarsi tanto. Perfezionando la tecnica proprio come fai con l’esercizio fisico, ampliandola anche con tutte le sensazioni – tattiche, uditive, olfattive – per rendere lo scenario il più vivido e realistico possibile.

Sebbene le tecniche d’imagery non possano sostituirsi all’allenamento fisico è noto invece come possano influenzare, in maniera significativa, la prestazione.

4 Benefici nell’utilizzo

  1. L’acquisizione di questa tecnica affina le tue capacità di attenzione e concentrazione.
  2. Ti permette di avere una maggiore padronanza del tuo schema corporeo a livello mentale.
  3. La ripetizione mentale del gesto, connotato di tutte le caratteristiche sensoriali che abbiamo elencato, è di grande aiuto per la memorizzazione e l’apprendimento motorio.
  4. E’ funzionale nei periodi di fermo dall’attività perché ti permette di continuare ad allenarti anche a fronte di un infortunio, perché allenarsi con la mente aiuta a riprendere o mantenere la quotidianità.

Secondo te qual è il beneficio maggiore che potresti ottenere con l’imagery?

Dott.ssa Francesca Giambalvo – Psicologa, consulente in psicologia dello sport

www.francescagiambalvo.it

Riferimenti

Fegatelli D. “L’imagery nello sport. Dalla ricerca alla consulenza psicologica con gli atleti.” Sportivamente. Temi di psicologia e sport. (2011)